10 fobie interessanti

Ecco un elenco delle 10 fobie tra le più' interessanti:

- Talassofobia e limnofobia: la paura del mare e quella dei laghi. La fobia è presente in varie gradazioni in tante persone. Alcuni non riescono neanche ad immergere i piedi in acqua, altri si spingono fin dove si tocca. In ogni caso, si tratta di fobie che materializzano il timore dell'ignoto.

- Rupofobia: questa paura riguarda l'igiene. Colpisce molte persone, in particolare in luoghi considerati troppo "promiscui", come gli agriturismi, gli alberghi e i campeggi. In questi casi, la percezione dello sporco è ovviamente esagerata e fa vivere male l'esperienza legata all'alloggio.

- Acrofobia: si ha paura delle altezze eccessive, ciò che comunemente prende il nome di vertigini.

- Aracnofobia: paura dei ragni e di altri insetti.

- Agorafobia: paura dei grandi spazi, tanto da doversi spesso rifugiare in un altro luogo. Si tratta di una paura peraltro legata all'insicurezza di rimanere in mezzo a tanta gente, spesso sconosciuta.

- Autofobia: la paura di se stessi e di rimanere da soli. Durante una vacanza può capitare di perdere di vista i propri compagni di viaggio, soprattutto in luoghi molto affollati.

- Ofidiofobia e scolecifobia: sono le paure che abbiamo nei confronti di serpenti e vermi.

- Gimnofobia: paura di essere nudi o anche della condizione altrui di nudità. Una paura legata all'ansia avvertita sul piano sessuale e alla sensazione di assenza di difese.

- Aviofobia: paura di volare. La sensazione di essere sospesi nel vuoto è spesso intollerabile, tanto che in alcuni casi si manifesta un fenomeno definito "ansia anticipatoria", vale a dire che il soggetto comincia ad avere paura ancora prima di volare effettivamente, contemporaneamente all'acquisto dei biglietti per l'aereo.

10 regole per fare la spesa

Per una spesa sana al supermarket arrivano le 10 'regole d'oro' del ministero della Salute, che partono dall'invito a leggere attentamente le etichette dei prodotti.

Ecco dunque un decalogo per orientarsi fra gli scaffali del supermercato ed evitare sorprese indesiderate a tavola.

- ETICHETTA: è la carta d'identità dell'alimento. Saperla leggere correttamente rappresenta un atto di responsabilità verso il nostro benessere e aiuta ad una sana alimentazione.

- ILLUSTRAZIONI: le illustrazioni riportate sulle confezioni sono puramente indicative.

- INGREDIENTI: attenzione all'ordine degli ingredienti di un prodotto. Gli ingredienti sono indicati per ordine decrescente di quantità; il primo dell'elenco è dunque il più abbondante.

- SCADENZA: consumare il prodotto entro la data di scadenza indicata in etichetta. Dopo la scadenza il prodotto può deperire rapidamente e non essere più sicuro per la salute.

- TERMINE MINIMO CONSERVAZIONE: non confondere la data di scadenza di un prodotto con il termine minimo di conservazione; se si trova sull'etichetta la dicitura 'da consumarsi preferibilmente entro...', il prodotto, oltre la data riportata, può aver modificato alcune caratteristiche organolettiche come il sapore e l'odore ma può essere consumato senza rischi.

- PESO: controllare il peso netto/sgocciolato dell'alimento. Spesso si può essere tratti in inganno dalle dimensioni delle confezioni.

- ALLERGIE: se si soffre di allergie alimentari, controllare sempre nell'elenco degli ingredienti la presenza di eventuali allergeni.

- SURGELATI: mantenere sempre i prodotti refrigerati e quelli surgelati alla temperatura indicata sull'etichetta e riporli, subito dopo l'acquisto, nel frigorifero o nel congelatore. Ricordare che il freddo non uccide i batteri anche se ne rallenta o ne impedisce temporaneamente la crescita.

- PESCE: se si compra pesce in pescheria, controllare i cartelli esposti. Accanto al pesce fresco si può vendere anche pesce decongelato, il venditore è tenuto ad esporre le indicazioni obbligatorie, tra cui quelle sulla provenienza.

- MATERIALE RICICLATO: a parità di qualità e prezzo preferire gli alimenti confezionati con materiale riciclato/riciclabile; leggendo bene le indicazioni sul materiale utilizzato per il confezionamento o l'imballaggio (AL alluminio, CA cartone, ACC acciaio ecc) si darà una mano alla salvaguardia dell'ambiente.

Abusi e cuore

cuore

L' abuso di Caffè, thè e Cioccolato causa aritmie cardiache: un mito da sfatare

Tutti sanno che il caffè, soprattutto se assunto in quantità in eccesso, è un eccitante in grado di incrementare la frequenza cardiaca e di mediare la comparsa di extrasistoli, sia sopraventricolari e spesso benigne, sia ventricolari che in alcuni contesti così benigne non sono.

Non ci sono però dati sufficienti nella popolazione generale per supportare questa relazione e poichè i prodotti contenenti caffeina possono essere benefici per il sistema cardiovascolare (anche per il contenuto di antiossidanti, che sappiamo utili contro l'invecchiamento cellulare e l'aterosclerosi), vietarne l'uso regolare senza una giusta motivazione può significare rinunciare a questi benefici. Partendo da questo assunto alcuni ricercatori hanno recentemente pubblicato i risultati di uno studio condotto su circa 1400 soggetti dei quali 840 assumevano caffè o prodotti contenenti caffeina giornalmente e i rimanenti thè o cioccolato.

E' sicuramente lo studio che comprende il maggior numero di soggetti valutati e i risultati dimostrerebbero che non c'è relazione tra consumo cronico di caffeina e extrasistoli ventricolari.

A mio personale giudizio c'è un punto debole nello studio ed è rappresentato dall'analisi elettrocardiografica fatta con Holter ECG delle 24 h.

Questo tipo di registrazione ha i limiti imposti dalla durata dell'esame, che valutando quanto accade in sole 24 h, non permette di trarre conclusioni definitive sulla quantità di extrasistoli documentate. Infatti il numero di extrasistoli può variare nel tempo falsando i risultati ottenuti. Una registrazione fatta per tempi più lunghi, con un Holter ECG dei 7 giorni o ancor meglio con loop recorder esterni che possono documentare l'attività cardiaca fino a un mese in continuo, avrebbe permesso di ottenere dati più affidabili. Ciononostante lo studio è interessante e sottolinea come i luoghi comuni possono essere fuorvianti. Il mio personale consiglio è di non eccedere mai, con eccitanti come il caffè, così come con il vino rosso, che si è dimostrato benefico per il cuore..... ma attenzione!!! Bere troppo non ha lo stesso effetto, nè sul cuore, nè sulla mente....e forse anche gli eccitanti in eccesso.

Dixit S, Stein PK, Dewland TA, Dukes JW, Vittinghoff E, Heckbert SR, Marcus GM. Consumption of Caffeinated Products and Cardiac Ectopy. J Am Heart Assoc 2016;5(1).

Aceto

aceto

L'aceto

L’aceto è un ingrediente fondamentale per il condimento di insalate e altri piatti, ma è molto utile anche per fare le pulizie di casa. Per chi non lo sapesse, questo prodotto dall’odore particolare può aiutarvi ad avere una casa sempre pulita e splendente. Continuate a leggere questo articolo per saperne di più su come utilizzare l’aceto per pulire casa.

A cosa serve l’aceto?

Oltre a non inquinare l’ambiente perché non contiene sostanze chimiche o tossiche, l’aceto vi farà anche risparmiare un po’ di soldi. Questo prodotto, infatti, ha diversi impieghi nella vita di tutti i giorni, è ecologico, non provoca allergie o irritazioni e di sicuro non manca mai nella vostra cucina. Ecco alcune idee per utilizzarlo per le pulizie di casa:

Pulisce e fa risplendere tutte le superfici: legno, ceramica, acciaio inox, piastrelle dei bagni o della cucina, specchi, vetri. Dovete solo utilizzare acqua fredda e aggiungere un po’ di aceto. Ad esempio, per pulire le finestre potete utilizzare i fogli di giornale per avere dei vetri brillanti. Grazie al suo potere disinfettante, l’aceto è ottimo anche per disinfettare i sanitari del bagno.

Aceto

Elimina il calcare dalla doccia e dai rubinetti: dovete toglierli dal lavello o dalla vasca da bagno e metterli in un recipiente con acqua e aceto per due ore. In seguito risciacquate. Se le macchie sono vecchie, sarà necessario sfregare i rubinetti con un vecchio spazzolino o una spugna.
Pulisce CD e DVD: si graffiano facilmente e se accade, significa che l’audio sarà difettoso. Sfregateli dolcemente con un panno imbevuto di aceto e riuscirete a togliere i graffi.
Toglie il calcare dalla teiera e dalla caffettiera: con l’uso continuo, sul fondo e sulle pareti di caffettiere e teiere si deposita una specie di sale di colore bianco o marrone. Per eliminarlo, riempite la caffettiera o la teiera con acqua e aceto. Poi, mettetela sul fuoco come se doveste fare un caffè o un tè. Lasciate bollire per alcuni minuti, togliete dal fuoco e risciacquate.

Aceto2

Elimina il cattivo odore delle stanze: riempite una bottiglia con acqua e un po’ di aceto. Mettete la bottiglia nella stanza in questione senza chiuderla con il tappo fino a quando il cattivo odore non sarà scomparso. Si tratta di un’ottima soluzione se avete appena dipinto una stanza. In questo caso, vi consigliamo di cambiare l’acqua ogni 12 ore e di ripetere la procedura per almeno tre giorni di seguito.
Deodorante per il frigorifero: come nel caso precedente, potete mettere un piccolo recipiente con acqua e aceto nel frigorifero; in alternativa, quando pulite il frigo, quindi scomparti, cassetti, etc., potete versare un po’ di aceto nell’acqua che usate.
Elimina la ruggine: se qualche vostro oggetto si è ossidato (come una bicicletta, un apriscatole o un pelapatate), usate l’aceto puro per pulirlo, lasciandolo agire per 24 ore.
Toglie le macchie d’acqua sul legno: se il vostro tavolo in legno presenta la macchia lasciata da un bicchiere, potete eliminarla sfregando la zona interessata utilizzando olio d’oliva e aceto mescolati in parti uguali.
Rimuove facilmente gli adesivi: può essere l’etichetta di una bottiglia, un adesivo che vostro figlio ha attaccato sullo zaino, etc. Dovete solo inumidire l’adesivo con aceto puro e lasciare agire. Dopo poco, come per magia, si solleveranno i bordi dalla superficie e voi non dovrete fare alcuno sforzo per toglierlo.

Aceto3

Pulisce pentole e padelle: inumiditele con aceto puro e lasciate agire per mezz’ora. Poi lavatele con un normale detersivo per piatti e aumentate la brillantezza con altro aceto, questa volta sfregandole con un panno morbido imbevuto di aceto.
Elimina gli odori dagli scarichi: inoltre li pulisce, evitando che si intasino. Mettete bicarbonato di sodio nello scarico, poi versate mezza tazza di aceto. Coprite lo scarico e lasciate agire per 15 minuti, dopo di che fate scorrere acqua fredda.
Disinfetta frutta e verdura: mettete la frutta o la verdura in un recipiente con acqua e un po’ di aceto. Lasciate agire per 10 minuti. L’aceto è ideale per lavare e disinfettare frutta e verdura che vengono mangiate crude, come pomodori, lattuga, mele non sbucciate, pesche, etc.
Pulisce la lavastoviglie: di solito questo elettrodomestico emana cattivo odore a causa dell’accumulo di resti di cibo. Mettete una tazza di aceto nello scomparto del detersivo o del sapone in polvere. Azionate la lavastoviglie facendole fare un ciclo di lavaggio breve, senza piatti o stoviglie all’interno.
Elimina i cattivi odori dalla cucina: se avete preparato frittura di pesce, fatto bollire un cavolfiore o cotto la carne alla griglia, potete eliminare gli odori in pochi minuti. Dovete solo far bollire dell’acqua (una tazza) dopo avervi aggiunto un cucchiaio di aceto.

Aceto4

Elimina l’odore di fumo dagli indumenti: riempite la vasca da bagno con acqua calda e aggiungete due tazze di aceto. Stendete i vostri indumenti sopra la vasca. Un altro rimedio a base di aceto che riguarda gli indumenti è per evitare che quelli dai colori vivi stingano macchiando i panni di colore chiaro. Prima di mettere i colorati in lavatrice, immergeteli nell’aceto per mezz’ora. Potete aggiungere anche una tazza di aceto come ammorbidente durante l’ultimo ciclo di lavaggio. Non preoccupatevi dell’odore di aceto perché scompare non appena gli indumenti saranno asciutti.
Toglie le macchie di vino (se trattate subito): inumidite l’indumento macchiato con un po’ di aceto e aspettate qualche minuto prima di metterlo in lavatrice. Questo rimedio va bene per indumenti di cotone o poliestere e appena macchiati (non aspettate più di un giorno per trattare la macchia).
Pulisce il tritarifiuti: se ne avete uno, sapete benissimo che eliminare gli odori è un compito piuttosto difficile. Dovete semplicemente versare un po’ di aceto oppure preparare dei cubetti di ghiaccio con acqua e aceto e gettarli nel trituratore per poi attivarlo e lasciare che faccia da solo.

Acne

brufoli

Acne

L’acne è uno dei problemi che più compromettono la nostra bellezza e persino la nostra autostima. Per combattere i fastidiosi brufoli dell’acne, dovete preparare una pasta a base di bicarbonato di sodio con qualche goccia di limone e applicarla tutti i giorni sul brufolo. Questo trattamento deve essere realizzato la sera, poiché l’esposizione al sole potrebbe causare macchie sulla pelle.

Vedi anche : Brufoli Acido piruvico peeling Acido glicolico peeling Scottature Bicarbonato 

La pelle sfiorisce
I fiori e la frutta aiutano
La pelle si rigenera

Read more

La freschezza ti accompagna

Read more

BOTULINO

BOTULINO

Botulino scopri di più' !

Scopri

Botox

Botox

Botox e le verita' nascoste, scopri i falsi miti !

Scopri

Acqua

 

acqua

Acqua


L’acqua è il principale componente chimico del nostro corpo e costituisce circa il 60 per cento del peso corporeo degli adulti, oltre l’80% nei neonati. Tutta la fisiologia umana si basa sull’acqua. Ad esempio, l’acqua contribuisce a pulire dalle tossine gli organi vitali, trasporta le sostanze nutrienti alle cellule, fornisce un ambiente umido per mantenere efficienti le mucose presenti nell’apparato uditivo, nel naso, nella gola, regola la temperatura corporea, tramite la sudorazione, ed è il principale veicolo di espulsione degli scarti metabolici attraverso feci e urine.

La mancanza di acqua porta a disidratazione, una condizione che si verifica quando non si ha abbastanza acqua nel corpo che, quindi, non può più svolgere le normali funzioni. Anche una lieve disidratazione può portare problemi fisiologici molto gravi.

In ogni momento della giornata ci si disidrata, per sudorazione, attività fisica, con le urine e le feci. È importante, quindi, bere per ricostituire le riserve di liquidi necessarie.

Quanto bisogna bere?

Il consumo d’acqua è influenzato dalla massa corporea, dallo stile di vita e dal clima. La quantità d’acqua necessaria è, quindi, diversa per ciascuno di noi. Una raccomandazione generale, calcolata per chi vive in climi temperati, prevede l’assunzione di almeno 3 litri al giorno per gli uomini e 2 per le donne.

Come scegliere l’acqua e leggere l’etichetta?

Non basta soltanto bere la giusta quantità d’acqua, altrettanto importante è scegliere una buona acqua che mantenga stabile l’equilibrio idrico salino nel nostro organismo e che sia controllata e analizzata in modo da escludere la presenza di pesticidi e agenti inquinanti.

Occorre quindi controllare l’acqua che sgorga dal nostro rubinetto, tutti gli acquedotti pubblici sono tenuti a esibire i valori delle acque erogate e renderli pubblici e, altrettanto importante, se si acquista acqua minerale, saper leggere le etichette.

A differenza di quanto possa sembrare a prima vista, non è molto difficile informarsi sulla qualità delle acque, se ci si riferisce al normale consumo quotidiano. Pochi sono gli elementi da controllare e, tra questi, quelli fondamentali sono il residuo fisso, il pH, ed il contenuto di sodio, anche se meno importante dei primi due valori.

Il residuo fisso è un valore, calcolato a 180°, che indica quanti minerali sono ancora presenti nell’acqua portata a ebollizione a 180°. La tabella dei risultati è questa:

Residuo fisso

< 50 mg/l acqua poco mineralizzata
50 < 500 acqua oligominerale
> 500 < 1500 acqua minerale
> 1500 acqua fortemente mineralizzata

Il consumo di acqua minerale è indicato solo in particolari situazioni, quelle che comportano una perdita elevata di sali minerali, come durante attività fisica intensa. Non è indicata per il consumo quotidiano in quanto la grande quantità di sali presenti può affaticare i reni.

L’acqua poco mineralizzata è indicata per favorire la diuresi e per i bambini molto piccoli. L’acqua da portare quotidianamente in tavola è quella oligominerale, nella quale è presente la giusta quantità di sali minerali. L’acqua fortemente minerale è considerata quasi alla stregua di un farmaco e deve essere assunta solo dietro indicazione medica.

Il secondo valore da prendere in considerazione è il pH.

Il pH indica il grado di alcalinità o acidità di una sostanza. Il valore 7 indica il neutro. Valori inferiori indicano acidità, superiori alcalinità. Le acque in commercio sono quasi tutte a pH neutro o quasi.

In realtà, è noto che la dieta abituale tende ad acidificare il nostro corpo e lo stato di acidità è collegato alla presenza di molti radicali liberi, quindi a invecchiamento e a uno stato che favorisce le malattie. Bisognerebbe bere acqua alcalina, molto difficile da trovare in natura.

Per questo vengono commercializzati appositi erogatori che, tramite un processo di elettrolisi, ionizzano e alcalinizzano, dopo averla microfiltrata per purificarla al 99%, l’acqua del rubinetto. La ionizzazione ha un forte effetto antiossidante, infatti libera grandi quantità di ioni H+, che catturano i radicali liberi O-, ripristinando l’ambiente alcalino dell’organismo.

Chi è un consumatore, più o meno abituale, di bevande gasate è bene sappia che, oltre agli zuccheri, alla caffeina e agli additivi, il pH delle cola più vendute è fortemente acido, con un valore di 2,5.

Per quanto riguarda il sodio, le acque molto povere di sodio sono da preferirsi, in quanto la nostra alimentazione permette sempre di avere tutto il sodio necessario per la funzione cellulare della “pompa sodio potassio”, un fondamentale meccanismo di regolazione dell’equilibrio cellulare.

6 ragioni per bere più acqua

La medicina e le istituzioni sanitarie raccomandano di bere molta acqua, ancor più nel periodo estivo. Ecco un buon promemoria :

Bere acqua aiuta a mantenere l’equilibrio dei fluidi corporei. Il corpo è composto da circa il 60% di acqua. Le funzioni dei fluidi corporei includono la digestione, l’assorbimento, la circolazione, la creazione di saliva, il trasporto dei nutrienti e il mantenimento della temperatura corporea.
L’acqua può essere utile nel controllo dell’assunzione di calorie e favorisce il mantenimento del peso forma. In questo caso, attenzione, non si tratta di bere molta acqua per dimagrire. L’acqua non ha alcun potere dimagrante, in sé e per sé. Se però si scelgono alimenti molto ricchi d’acqua, come i vegetali, si ottengono benefici sia perché meno calorici che perché l’acqua ne aumenta il volume, il tempo di masticazione aumenta e, quindi, vengono assorbiti più lentamente, cosa che aiuta a dare un senso di sazietà. Senza dimenticare l’apporto di fibre e sostanze nutrienti.
L’acqua mantiene efficiente la muscolatura corporea. Le cellule che non mantengono il loro equilibrio di liquidi ed elettroliti tendono a ridursi di volume, quasi ad accartocciarsi, diventando poco funzionali e creando stanchezza e problemi muscolari come i crampi. Le prestazioni personali, conseguentemente, ne risentono molto.
L’acqua aiuta a mantenere la pelle tonica e liscia. La pelle contiene molta acqua e funziona come una barriera protettiva per prevenire la perdita di liquidi in eccesso. L’idratazione è fondamentale per mantenere la pelle funzionale.
L’acqua è fondamentale per la funzionalità renale. La quantità di acqua da espellere con le urine è regolata dall’ipofisi che, quando il livello corporeo si abbassa, attiva gli stimoli cerebrali del senso di sete. La funzionalità renale è fortemente dipendente dalla giusta quantità di acqua. Se ai reni arriva sempre la giusta quantità di fluidi, l’escrezione dei prodotti di scarto avviene senza problemi, il flusso urinario è importante e l’urina è di colore chiaro e priva di odore. Quando il corpo non è ben idratato la concentrazione delle urine, il colore e l’odore aumentano e possono essere indice di sofferenza renale.
L’acqua aiuta a mantenere la normale funzione intestinale. Un’adeguata idratazione mantiene fluido e scorrevole il tratto gastrointestinale e previene la stitichezza. Una quantità di acqua adeguata, soprattutto se assunta insieme alla fibra vegetale, è la combinazione perfetta per mantenere pulito e privo di scorie l’ intestino. Quindi non dimenticate di mangiare molta frutta e molte verdure.

I rischi che si nascondono nell’acqua

L’acqua, lo spreco e la sua qualità, sono un problema sempre più diffuso a livello mondiale. Diminuzione delle riserve, preoccupa soprattutto la costante riduzione dei ghiacciai dovuta al surriscaldamento globale, inquinamento e difficoltà di accesso per i grandi consumatori, si pensi all’agricoltura, sono argomenti sempre presenti nelle conferenze mondiali sul clima, che portano sempre nuove direttive e documenti, per lo più disattesi.

In Italia, le cui risorse idriche sono sicuramente ancora importanti, l’attenzione è stata posta, nel corso degli anni, soprattutto sull’inquinamento e sui problemi derivanti da una rete di acquedotti pubblici vecchi, poco funzionali e fonte di molti sprechi.

Attualmente, dal punto di vista della qualità delle acque, sono stati fatti molti passi avanti tanto da poter dire che la qualità è generalmente molto buona. Molto resta da fare sul fronte delle reti, per renderle più efficienti ed in grado di evitare sprechi causati da perdite e malfunzionamenti .

L’acqua e i calcoli renali

Le dolorosissime coliche renali sono il segnale più evidente della presenza di calcoli. L’acqua, anche quella più dura per la presenza di calcio, non è responsabile della loro formazione, ma è ancora oggi il miglior rimedio per eliminarli.

I calcoli sono cristallizzazioni di minerali presenti in eccesso che si formano nei reni, difficili da espellere. Causati, molto spesso, dal colesterolo alto, frutto di diete troppo ricche in grassi e povere di fibre.

L’acqua è, ancora oggi, il rimedio più utilizzato per permetterne l’espulsione. Acque poco mineralizzate, con residuo fisso inferiore a 50 mg/l, sono le più indicate per favorire la diuresi. Bisogna bere molto e armarsi di pazienza e di un buon antidolorifico poiché il processo non è né breve né indolore .

E anche : Acqua di riso Acqua di cottura Acqua detox Acqua e limone Acqua ossigenata usi Acqua ACQUA 

Acqua di cottura

Acqua di cottura: i modi per riutilizzarla

Dopo aver lessato la pasta o le verdure, viene automatico gettare nel lavandino l’acqua di cottura, come se fosse ormai inutile. Invece, non è così ed è possibile usarla ancora in maniera alternativa, rendendoci la vita più facile in cucina.

L’acqua di cottura più comune, quella di spaghetti, maccheroni e riso, è ricca di amido; ecco perché assume una consistenza lievemente collosa. Riutilizzarla nella preparazione di prodotti da forno come pane, pizze o focacce può essere una buona idea: aiuta a dare struttura e forza all'impasto. Per lo stesso scopo può essere utilizzata anche l’acqua di cottura delle patate.

A livello nutrizionale, le acque di cottura più ricche sono quelle delle verdure: forniscono sali minerali, come il potassio, il magnesio, il sodio, il calcio e il fosforo. Bisogna solo lavare bene gli ortaggi sotto il getto del rubinetto, prima di cuocerli, per poter eliminare le tracce di pesticidi eventualmente presenti.

Quest’acqua può essere riutilizzata come brodo (se la fai restringere a fuoco vivo puoi anche metterla nei porta cubetti e congelarla, per averla sempre a disposizione quando ti serve). Un altro impiego è servirtene per lessare la pasta o i legumi, che così si arricchiranno di sapore e sostanze preziose per la salute. Un classico? Le linguine con i broccoli. Prima fai lessare i vegetali, tagliati a cimette, nell'acqua salata, poi li scoli con una schiumarola e aggiungi la pasta, che risulterà molto più gustosa e nutriente.

Oltre alle acque di cottura più classiche, ultimamente sta facendo parlare di sé quella dei ceci in scatola, le cui proprietà sono davvero interessanti. Conosciuta comunemente come aquafaba, ha un valore nutrizionale simile al bianco dell’uovo, perché è ricca di proteine. Usata molto fredda, può essere montata a neve per preparare delle meringhe o una salsa senza uova simile alla maionese.

Adelgazar saludablemente

dieta

Plantas medicinales para bajar de peso.

Muchas personas invierten tiempo y esfuerzo tratando de lucir un cuerpo mejor y llevar una vida saludable y libre de enfermedades. Generalmente buscan la manera de adelgazar haciendo dietas que quizás no son muy sanas y algunas hasta comprometen su salud.

Si lo que quieres es adelgazar saludablemente es importante que tomes en cuenta las plantas medicinales para bajar de peso. Las plantas son un regalo de la naturaleza que te permitirán lograr tus objetivos en forma rápida y saludable, y cuentan además con propiedades específicas que las convierten en una de las mejores opciones para complementar cualquier método para bajar esos kilitos de mas.

¿Cuáles son esas plantas medicinales para bajar de peso?… y, ¿realmente son saludables?

Estas 8 son las mejores plantas medicinales para bajar de peso y son realmente saludables y seguras siempre, si tomas en consideración lo que aquí te recomendamos:

1- Té verde:Cuenta con efectos especiales para acelerar el metabolismo y ayuda a quemar suficiente grasa corporal debido que el té verde genera un aumento en el gasto de energía

2- Berro: Ideal para adelgazar, ya que tiene un mínimo de calorías y un gran porcentaje de vitaminas. Es un diurético especial y mejora mucho el ritmo intestinal.

3- Marrubio. Contiene diferentes factores adelgazantes lo que lo hace una hierba especial para el adelgazamiento, reduce el apetito, mejora la digestión y ayuda a quemar mayor cantidad de grasas.

4- Jengibre: Mejora la digestión, consigue que baje la acumulación de gases, disminuye el apetitode forma natural, acelera el metabolismo, por lo que tiene la capacidad para quemar las grasas que hay acumuladas en el cuerpo.

5- Hinojo: Es un diurético y disminuye el hambre. Además, mejora el aprovechamiento de la energía.Puedes combinar con hinojo y ortiga para mejorar su efecto.

6- Linaza: Es un laxante y reduce la sensación de hambre. Está cargada de vitaminas y fitonutrientes, y llena de proteína y fibra que te hacen ir al baño con regularidad. Además, estabiliza los niveles de azúcar en el cuerpo.

7- Perejil: Es un diurético y rico en nutrientes. Combinado en jugos con la zanahoria frena el apetito y además ayuda a mantener los niveles adecuados de azúcar en la sangre.

8- Abedul: Tiene propiedades diuréticas que eliminan las toxinas del cuerpo. También es hipolipemiante e hipocolesterolemiante, lo que te ayuda a perder peso y conservar la salud.

Estas plantas sin duda te ayudarán a sentirte mejor y a adelgazar de forma rápida y natural.
Combínalas con ejercicios y una buena alimentación para un mejor resultado.

Véase también : ANDREA Fame impulsiva Offerta dieta Dieta proteica Dieta e genetica Flogosi e dieta chetogenica SYNSEPALUM DULCIFICUM DIETA Digiuno e Ramadan Dieta in due Andrea Laiacona Fito Diet Aminoacidi essenziali Dieta e misure Proteine Dieta VLCD .

Qualche problema di peso ?

Scopri di piu'


Fame incontrollabile ?

Scopri di piu'


 

Aerobica

gambe

Aerobica

 

L’attivita’ aerobica fa calare l’ormone Grelina ( ormone dell’appetito).

Aerobica

gambe

Per combattere l'asma fate aerobica

L'aerobica è in grado di migliorare i sintomi dell'asma. Proprio l'attività fisica che toglie il fiato sembra dare sollievo ai pazienti affetti dalla malattia respiratoria. A dirlo è uno studio condotto da Celso Carvalho, docente di Fisioterapia presso il Dipartimento di medicina dell'Università di San Paolo, in Brasile.

Spiega il prof. Carvalho: “l'attività fisica ha effetti antinfiammatori in molte malattie croniche, ma i benefici dell'allenamento aerobico nei confronti delle principati caratteristiche fisiopatologiche della malattia asmatica come l'infiammazione e l'iperreattività bronchiale (Bhr) sono poco conosciuti”.

I pazienti che hanno partecipato allo studio erano 58, tutti affetti da asma persistente. Sono stati randomizzati ad affrontare un programma di esercizi di respirazione da soli o combinati a sessioni di allenamento aerobico della durata di 12 settimane, con cadenza bisettimanale. L'allenamento era basato su sedute di tapis roulant della durata di 35 minuti.

Nel corso del follow up in entrambi i gruppi è stato mantenuto il trattamento medico programmato. Al termine dello studio è emerso che il gruppo aerobico, rispetto al campione di controllo che si limitava a compiere esercizi di respirazione, mostrava una significativa riduzione dell'iperreattività bronchiale e dei livelli circolanti di alcuni marcatori dell'infiammazione.

Inoltre, si registrava una minore quantità di riacutizzazioni asmatiche e un miglioramento della qualità della vita.

“Questi risultati suggeriscono che l'aggiunta di un programma di esercizi aerobici alla terapia farmacologica può contribuire a migliorare le caratteristiche fisiopatologiche e il controllo clinico dell'asma moderata o grave”, concludono gli autori.

Aids

 

hiv

Scoperto potente inibitore naturale dell'Hiv

La nuova speranza contro l’Hiv ha un nome e si chiama Serinc5.

Questa proteina presente sulla superficie delle cellule giocherebbe un ruolo chiave nella capacità del virus di causare l’Aids.

La possibilità dell’Hiv di propagarsi nelle cellule umane dipenderebbe, infatti, dalla sua abilità ad eludere questa difesa naturale, finora sconosciuta.

Questa straordinaria scoperta è frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori coordinati dal Centro per la biologia integrata (Cibio) dell’Università di Trento ed è stata appena pubblicata su Nature.

Serinc5 è stata scoperta studiando i geni espressi dalle cellule che producono l’Hiv. Così facendo gli studiosi italiani hanno visto che questa proteina di membrana è capace di neutralizzare l’Hiv. «Nel momento in cui il virus inizia a replicarsi per disseminare l’infezione a tutto l’organismo, interviene Serinc5: attende che i nuovi virus escano dalla cellula per “attaccarli” e renderli incapaci di propagare l’infezione» spiega Massimo Pizzato, a capo del gruppo del Cibio.

Anche l’Hiv, purtroppo, si è organizzato per aggirare questo ostacolo. La sua arma si chiama Nef e da tempo si sa che è attraverso questa proteina che il virus Hiv riesce a diffondersi e a causare l’Aids. «Ora abbiamo scoperto come ciò avviene: Nef interferisce con l’azione di Serinc5, rimuovendola dalla superficie cellulare, eludendone così l’azione antivirale.

«Non sono ancora chiari i meccanismi con cui Nef e Serinc5 interagiscono tra loro, ma studiandoli si potrebbe aprire la porta a nuove strategie per combattere l’infezione, per esempio ricorrendo a farmaci capaci di evitare questa interazione e lasciare così a Serinc5 la possibilità di svolgere il suo ruolo difensivo fino in fondo» ipotizza Pizzato. «La nostra scoperta espone un punto debole dell’Hiv, che questo condivide anche con altri retrovirus non patogeni che hanno sviluppato proteine analoghe a Nef per contrastare Serinc5 presente sulle cellule umane».

Ad avvalorare la potenza di questo inibitore naturale come arma “endogena” nella lotta all’Hiv concorrono anche i risultati di uno studio della University of Massachussetts, pubblicato sullo stesso numero di Nature.

 

Vedi anche :HIV Hiv Hiv ko Aids HIV

Al mare le regole

mare

Si può fare il bagno subito dopo avere mangiato? La saggezza popolare di casa nostra suggerisce di aspettare tre ore dopo l’ultimo pasto. Il rischio paventato da sempre è la congestione, ossia il blocco della digestione dovuto allo sbalzo termico tra la temperatura corporea e quella dell’acqua di mare. Congestione che, va sottolineato, non è un’esclusiva del tuffo in mare: analoghi rischi ci sono anche per avere consumato una bibita molto fredda o nel passaggio da un ambiente caldo a uno con aria condizionata alta.

Curiosamente, la regola delle tre ore è più una preoccupazione nostrana che di altri Paesi, dove magari si suggerisce di aspettare un’ora. Di fatto, i dati scientifici sulla connessione tra i pasti prima del bagno e il rischio annegamento sono pochi, tanto che la International Life Saving Federation definisce infondata la raccomandazione di evitare il bagno dopo i pasti.

Anche se i rischi di annegamento vero e proprio vengono da ben altri motivi, e il buon senso (quanto si è mangiato, quanto è fredda l’acqua) è il più utile metro per regolarsi, c’è però da dire che le canoniche tre ore di attesa tra il pasto e il bagno non sono una regola di prudenza campata in aria.

Consideriamo i tempi medi di permanenza dei cibi nello stomaco: un succo di frutta ci mette al massimo venti minuti per passare all’intestino, la frutta impiega circa mezz’ora (20 minuti l’anguria, 40 le mele), la verdura cruda 30-40 minuti, quella cotta 45-50, le patate 60. I carboidrati vengono generalmente digeriti nel giro di un’ora. Anche al latte scremato e ai formaggi freschi basta un’ora circa, mentre per i formaggi stagionati ce ne possono volere anche 4 o 5. Se il pasto consumato è a base di pesce, un’ora è più che sufficiente per la digestione, mentre per una bistecca di manzo ne servono 3 o 4, e fino a 5 per il maiale.


Che cosa fare se, in acqua, si è catturati da una corrente? Le correnti più pericolose sono le cosiddette correnti di ritorno, come spiega Andrea Gentile in La scienza sotto l’ombrellone (Codice Edizioni): si creano dall’incontro tra l’acqua che torna verso il largo e quella che viene a riva. Di solito si riesce a riconoscerle perché l’acqua della corrente è più scura rispetto a quella circostante, oppure si può presentare come una striscia di mare calmo rispetto al mare più mosso intorno.
Se ci si va a finire in mezzo, e ci si sente trasportati verso il largo, la cosa più sbagliata da fare è cercare di nuotare contro corrente per tornare a riva, perché si rischia di stancarsi presto e di non farcela. Meglio cercare di stare semplicemente a galla e di attirare l’attenzione, se c’è la possibilità. Oppure di provare a uscire dalla corrente nuotando parallelamente alla spiaggia: di solito queste correnti sono strette e perpendicolari alla riva, e la strada da fare per uscirne è poca.


E se ci punge una medusa?Se si è vittime di un incontro ravvicinato con questi abitanti dei mari, la prima cosa da fare è rimuovere i tentacoli rimasti attaccati alla pelle, che contengono a loro volta gliorganelli con il liquido urticante. La soluzione più semplice consiste poi nel risciacquare la parte colpita con acqua di mare, non con acqua dolce, che a sua volta favorisce la scarica del veleno. Ammoniaca, o addirittura l’urina, come suggerito da alcuni, non solo non funzionano contro le punture di medusa, ma possono peggiorare l’infiammazione della parte colpita. Contro il dolore, poi, bisogna applicare impacchi di ghiaccio. A meno che non si tratti di una caravella portoghese: in quel caso meglio acqua calda (a 40 °C) per una ventina di minuti.

 

Alcol

coctails

Ecco perché non devi bere alcol


L’alcol piace quasi a tutti. Una bella birra, un bel bicchiere di vino o di liquore non possono che fare piacere. Ma il consumo eccessivo di alcol ha effetti negativi piuttosto consistenti. Ecco perché potrebbe essere consigliabile ridurre in maniera drastisca l’assunzione di alcolici, riservandoli magari solo per momenti veramente speciali.
Esistono 5 ragioni fondamentali che ti dovrebbero spingera a non bere alcol, ecco quali sono.

L’alcol fa ingrassare
Spesso si ignora che l’alcol contiente calorie. Tanto più una bevanda è alcolica, tanto più fa ingrassare. Un mio allenatore di spinning ricordava sempre che la faticosa ora passata a sudare e soffrire sulla bicicletta equivale, si e no, ad un singolo cocktail. E’ ovvio quindi che chi vuole rimanere in forma dovrebbe stare lontano dall’alcol. Oltre alle calorie ingerite direttamente, che sono tante, l’alcol comporta anche un rallentamento del metabolismo. In pratica, quando si beve si bruciano meno calorie.
L’alcol ti fa dormire male
C’è la convinzione diffusa che l’alcol faccia dormire. Ed è vero, può ingenerare stanchezza e sonnolenza. Tuttavia il sonno generato dall’alcol è sempre un sonno di pessima qualità, caratterizzato da frequenti risvegli. Molto meglio andare a dormire all’ora giusta, magari bevendo una bella camomilla prima di andare a letto. Sicuramente la qualità del sonno sarà migliore.
L’alcol fa ammalare
Questo già lo sanno quasi tutti: l’assunzione di quantità eccessive di alcol favorisce (o causa) molte patologie, soprattutto del fegato. Alcuni studi hanno poi dimostrato che all’aumentare del tasso alcolico nel sangue, diminuisce la capacità dei globuli rossi di contrastare la minaccia di virus e batteri. Per preservare la propria salute anche da un semplice raffredore è molto meglio stare lontani dalle bevande alcoliche!
L’alcol ti fa perdere il controllo
Conosciamo tutti gli effetti dell’alcol. Chi è ubriaco non ha più il controllo della propria persona, dice cose che da sobrio non avrebbe mai osato dire. Purtroppo gli effetti dell’alcol sull’umore e sul carattere sono anche più duraturi. Chi è abituato ad assumere alcol può cadere vittima di una vera e propria dipendenza, esattamente come succede con la droga. Effettivamente la dipendenza da alcol è una causa di sofferenza molto forte, sia per chi ne soffre e sia per la sua famiglia. Queste persone possono diventare anche molto violente, come purtroppo ci ha riportato spesso la cronaca.
L’alcol è pericoloso per chi guida
Malgrado un numero impressionante di campagne informative, ci sono ancora tanti giovani che si mettono alla guida sotto l’effetto dell’alcol (quando va bene, quando va male sotto l’effetto di un misto di alcol e varie sostanze psicotrope). Questo comportamento assurdo causa, anno dopo anno, un gran numero di vittime. Se proprio devi bere, almeno non guidare!

Alitosi

fiore

I cibi per combattere l'alitosi

Secondo gli esperti a soffrire di alito cattivo in maniera cronica è un italiano su quattro.

Non dipende da ciò che si è mangiato a pranzo o a cena, ma nel 90% si tratta di un problema legato all'igiene orale.

Dipende in particolare dal proliferare, all'interno della bocca, di batteri che si nutrono con i residui di cibo o può essere dovuta a problemi di digestione (bruciori di stomaco, reflusso) o di stitichezza.

Ecco alcuni cibi che aiutano a ridurre i problemi di alitosi:

1. CILIEGIE: sono un’ottima fonte di vitamina C. Gli antiossidanti che contengono aiutano a tenere sotto controllo l’infiammazione. Le antocianine poi aiutano a eliminare il gas liberato dalle sostanze in decomposizione e dell’aglio.

2. LATTUGA: la romana, esempio di lattuga eccellente dal punto di vista nutrizionale, contiene più vitamina A e C rispetto alle altre varietà così come i nutrienti vegetali come la luteina e zeaxantina che favoriscono la salute degli occhi e di altre parti dell’organismo.

3. LATTE: alcuni studi hanno dimostrato che il latte di mucca riduce l’odore di diverse sostanze maleodoranti, come tioli, solfiti e bisolfiti comunemente presenti nella famiglia degli Allium (aglio, cipolla, porro ed erba cipollina). Pare che il latte intero sia ancora più efficace rispetto a quello magro.

4. PERE: sono un’ottima fonte di fibre che combattono malattie cardiache, diabete e cancro. Sono inoltre un’ottima fonte di vitamina C. Si è scoperto che le pere possono essere efficaci per ridurre la formazione di muco, una delle cause di alitosi. Uno studio ha dimostrato che consumare pere non mature riduce sensibilmente l’alito cattivo dovuto al consumo di aglio.

5. TÈ VERDE: i polifenoli nel tè verde combattono i batteri che provocano carie dentale e neutralizzano i composti sulfurei che causano l’odore e sono presenti in altri cibi e batteri nocivi.

6. YOGURT: pare che una razione giornaliera di yogurt riduca il solfuro di idrogeno, un gas maleodorante. Ciò potrebbe essere dovuto a determinate catene di batteri amici che per poter crescere si mettono in competizione con i batteri cattivi, tra le cause del cattivo odore.

7. CACAO IN POLVERE: i polifenoli del cacao riducono la formazione dell’acido di Streptococcus e Streptococcus sanguinis, i batteri cattivi che producono acido caustico in grado di bucare i denti.

8. SUCCO DI CAROTE: è una fonte incredibile di vitamina A. L’assunzione di betacarotene protegge dalle infiammazioni alle gengive.

9. PEPERONI: sono ricchi di vitamina C: Il componente attivo di tale vitamina è un antiossidante che combatte dentro ogni cellula del corpo. Più basso è il livello di acido scorbico più alto è il rischio di sviluppare una malattia parodontale.

10. QUINOA: è una fonte eccellente di acido folico, magnesio, manganese, fosforo e anche di rame, fibre, ferro, proteine, tiammina e vitamina B6. Il rischio di malattie alle gengive diminuisce a mano mano che aumenta l’assunzione di grano integrale. Una tazza di quinoa ha oltre 5 gr di fibre dietetiche che aiutano a ripulire i denti dai residui di cibo.

Vedi anche definizione : Alitosi

Allattare

allattare

L’allattamento al seno del proprio bambino è la scelta migliore che la mamma possa fare. Allattare al seno rinforza psicologicamente il rapporto madre/figlio. Il latte materno nei primi mesi di vita è senza dubbio l’alimento ottimale che assicura al lattante la migliore protezione possibile:

la sua composizione è equilibrata in tutti i componenti.
risponde alle esigenze nutrizionali, alle limitate capacità digestive e metaboliche e alla rapidità di crescita del lattante.
contiene fattori biologicamente attivi che svolgono importanti ruoli funzionali ed integrano l’immaturità relativa del neonato (ad esempio difesa contro le infezioni, ritardo della comparsa di eventuali manifestazioni allergiche.
Questi fattori sono rappresentati da componenti organici semplici o complessi che possono agire da soli o in combinazione con altri costituenti del latte materno (ad esempio lattoferrina, lisozima, anticorpi, oligosaccaridi, fattori di crescita). Ciò rende inimitabile la composizione del latte materno per qualsiasi formula industriale.
La composizione del latte della mamma varia nel tempo e si adatta alle esigenze nutrizionali del proprio bambino.
Nei primi quattro-cinque giorni dopo il parto, si ha la produzione di colostro (di colore giallognolo e di aspetto sciropposo), ricco in proteine, in diversi minerali e in componenti ad azione antimicrobica, relativamente povero in grassi, carboidrati, vitamine (specie del complesso B).
Dopo i primi giorni di allattamento al seno, il colostro si trasforma in latte di transizione di aspetto grasso e cremoso. Intorno al decimo giorno comincia la produzione del latte materno vero e proprio cioè del “latte maturo” che è meno ricco in proteine, in minerali e in vitamine A ed E, ma più ricco in grassi, carboidrati e vitamine del complesso B.
La composizione del latte materno varia con il passare dei mesi soprattutto per la progressiva diminuzione delle proteine. Variazioni si osservano anche nell’arco della giornata e perfino durante la singola poppata. Al mattino, per esempio, il latte materno è più ricco in grassi. All’inizio di ogni poppata il latte è più diluito e più povero di grassi e proteine; queste sostanze, invece, aumentano verso la fine della suzione, dando al lattante un senso di sazietà.
In tutti i casi in cui ciò è possibile, il bambino deve essere allattato al seno per un periodo di almeno sei mesi, e comunque fino a quando la madre ed il bambino lo desiderano.

Allattamento sostitutivo
Se vi sono specifici e gravi impedimenti all’allattamento al seno, si deve ricorrere all’allattamento artificiale, su consiglio del pediatra.
Gli unici sostituti del latte materno sono rappresentati dalle “formule per lattanti”, la cui composizione è attualmente regolamentata dalla legislazione nazionale in linea con la legislazione europea.
Questi prodotti sono indicati nei primi sei mesi di vita come unica fonte alimentare del lattante.

Vedi anche : Fumo e bimbi fumo pelle Fumo e girovita Latte e rischi Bimbi ciccioni FEBBRE BIMBI EMATURIA BIMBO .

Allergie stagionali

polvere

L’allergia dei bambini agli acari della polvere

L’allergia agli acari della polvere, minuscoli animaletti parenti stretti dei ragni, pressoché invisibili, che si annidano soprattutto in materassi, cuscini, tessuti, può manifestarsi con sintomi più o meno severi. Starnuti, prurito nasale, naso che cola, lacrimazione e arrossamento degli occhi sono alcuni dei sintomi dell’allergia agli acari, che può però portare anche ad asma bronchiale.

Prima di tutto bisogna assicurarsi attraverso specifici test cutanei come il prick test, che il bimbo sia allergico. In seguito, in casa si devono adottare vari accorgimenti per limitare la diffusione di questi piccoli organismi. Ecco i principali:

- Coprire materassi, cuscini del letto ed eventualmente piumoni con apposite fodere certificate antiacaro;

- Eliminare tendaggi pesanti, tappeti pelosi, moquette;

- Arieggiare spesso la casa, per evitare il ristagno d'aria e di polvere ed eccessivi livelli di umidità;

- Si possono usare deumidificatori se si formano muffe o condense e non stendere in casa i panni bagnati;

- Passare ogni giorno sul pavimento e sui mobili uno straccio umido in modo da asportare la povere senza sollevarla;

- Non usare la scopa ma solo l’aspirapolvere, con filtri specializzati per il particolato fine;

- Se possibile, non dare al bambino dei peluche, oppure lavarli spesso, circa una volta ogni due settimane, a 60°C per almeno mezz'ora.

Per il trattamento dei sintomi si possono seguire terapie ad hoc, che devono essere prescritte dal pediatra o dall'allergologo. E se la situazione è particolarmente grave, si può valutare l'ipotesi della terapia desensibilizzante, una sorta di vaccino che comporta esposizioni graduali e progressive del bambino all'allergene, in modo da abituare il suo organismo a tollerarlo meglio.

Scopri anche : ALLERGIE 

Aloni

alone

Aloni ?

Sulle ascelle si formano antiestetiche macchie gialle che non vengono via in nessun modo, neppure con la candeggina pura.
Io moltissime volte ho dovuto buttarle perché sembravano irrecuperabili.
Ho fatto prove su prove per riuscire ad eliminarle e sono riuscita ad ottenere un buon risultato solo negli ultimi tempi e con ingredienti semplici, un bel valore aggiunto!
Ti svelo oggi la formula di questo smacchiatore in pasta che ha l’unico inconveniente di dover essere miscelato sul momento, ma è un procedimento talmente facile e veloce che non potrai più farne a meno!
Ovviamente funziona anche per smacchiare colli e polsini, in genere non da problemi neanche sulle fibre vegetali colorate, però è sempre meglio fare una prova in un punto nascosto.
Ingredienti
– bicarbonato di sodio
– detersivo per i piatti (meglio ecologico)
– perossido di idrogeno a 20 volumi
In una ciotola di vetro metti alcuni cucchiai di bicarbonato di sodio (a seconda della grandezza delle macchie da trattare), aggiungi l’acqua ossigenata fino a formare una pasta morbida e poi aggiungi ancora 1-2 gocce di detersivo per i piatti.
Metti pasta abbondante sulle macchie e strofina per qualche secondo con una spazzola, in modo da impregnare bene in tessuti. Lascia riposare per un’oretta e poi lava come di consueto.
Se vuoi un effetto sbiancante su tutto il capo, impregnalo completamente, lascia riposare per la solita oretta e poi lavalo come sei abituata.
Questo smacchiatore va benissimo anche sulle macchie gialle che si formano sui capi che stanno tanto chiusi negli armadi e su moltissime macchie ostinate.

Scopri anche : Lignaform Fumo ko Papa\' e bimbi Abusi e cuore Alitosi Il periodo fertile Doccia felice Patatine Urlo terapeutico Muoversi Pochi passi

Amaro

colori

Il sapore amaro dell'immunità


Le proteine che percepiscono il gusto amaro si trovano non solo sulla lingua ma in tutto il corpo, anche in organi che non entrano in contatto con il cibo. Chiamate recettori gustativi, queste proteine innescano meccanismi di difesa molto rapida in grado di uccidere i batteri, secondo nuove ricerche. La stimolazione di questi recettori con composti amari potrebbe rinforzare la risposta immunitaria naturale e ridurre il nostro uso di antibiotici.
di Robert J. Lee e Noam A. Cohen

Anguria

ghiaccioli

Il cocomero

è un frutto che gode di molta popolarità grazie al suo sapore dolce e perché è molto rinfrescante. Il cocomero contiene circa un 90% di acqua. Per questo motivo, presenta numerose proprietà benefiche per il nostro organismo, anche se molti non le conoscono. A seguire vi diciamo 5 curiosità riguardo questo gustoso frutto di cui forse non siete a conoscenza.

1. È ricco di antiossidanti

Il cocomero è ricco di antiossidanti, soprattutto licopene; ne contiene persino più dei pomodori crudi. Questo elemento è un antiossidante molto efficace che trattiene l’effetto dei radicali liberi, oltre a rafforzare il sistema immunitario. Allo stesso modo, il licopene aiuta contro il danno cellulare, per cui è molto efficace per prevenire il cancro. L’ideale è mangiare questa frutta almeno tre volte alla settimana. Potete mangiarne anche i semi.

2. Rende sazi

Dato che è composto soprattutto da acqua, il cocomero è ottimo per rendere sazi e, in questo modo, evitare di mangiare in più. A questo scopo, basta mangiarne una fetta prima dei pasti per sentirci soddisfatti con una minore quantità di cibo. In questo modo, è possibile evitare il sovrappeso e l’obesità.

3. Indicato per le donne in gravidanza

Mangiare cocomero durante la gravidanza è indicato, poiché contiene elevati livelli di vitamina C. Questa vitamina, come saprete, è perfetta per evitare e per combattere le malattie respiratorie come l’influenza ed il raffreddore comune. Di fatto, alcune persone mangiano cocomero con un po’ di limone, che senza dubbio accresce le quantità di vitamina C ingerite. Ricordate che è possibile anche preparare dell’acqua aromatizzata con questo frutto.

4. Evita i crampi

Il cocomero è di grande aiuto per tutte quelle persone che fanno sport. Poiché contiene una buona quantità di potassio e di vitamina B6, questo frutto è eccellente per evitare i fastidiosi crampi che colpiscono i muscoli. Questi componenti aiutano il nostro organismo ad assorbire meglio le proteine, evitano così i crampi. In questo senso, l’ideale è mangiare un po’ di questo frutto alcuni minuti prima di fare attività sportiva. Ottima anche dopo lo sport, poiché rinfresca molto grazie al suo elevato contenuto d’acqua.

5. Fa bene al cuore

Alcuni recenti studi realizzati negli Stati Uniti affermano che il cocomero fa bene al cuore. Mangiarlo spesso mantiene la pressione sanguigna sotto controllo, previene le malattie cardiache e vascolari. Tuttavia, uno dei principali problemi al riguardo è che i soggetti in questione dovrebbero mangiare un cocomero e mezzo al giorno per ottenere sempre ottimi risultati.

cuore

Vedi anche : Cibo e cuore Cuore sano Grasso e cuore Cuore e sesso Cuore tradito Cuore e malattie Cuore Cioccolato Cuore massaggi Cuore e frequenza Cuore e infarto Infarto Infarto .


 


 

Planisfero nuovi iscritti al sito www.studiocastellazzi.com

Seguici su Facebook

Traduci il sito per me

Traduci in ogni lingua per me

 

web

QR code

Questo portale non gestisce cookie di profilazione, ma utilizza cookie tecnici per autenticazioni, navigazione ed altre funzioni. Navigando o chiudendo questo messaggio, si accetta di ricevere cookie sul proprio dispositivo. Per saperne di più, clicca su "Approfondisci".