ANATOMIA

Questa pagina Vi guidera'

all'apprendimento dell'anatomia.

Forme e orgasmo femminile

donna

L’orgasmo femminile dipende dalla forma della vagina.


Nonostante quello che si crede, la stragrande maggioranza delle donne non riesce a raggiungere l’orgasmo attraverso il sesso penetrativo. Questo fatto può essere dovuto a una serie di fattori diversi. Ma secondo un recente studio di Anatomia Clinica, la forma del corpo femminile è ciò che fa la differenza.

Lo studio ha scoperto che le donne con un clitoride di 2,5 centimetri di distanza dall’apparato urinario sono in grado di raggiungere un orgasmo (e l’eiaculazione femminile) attraverso il sesso penetrativo. Se la distanza supera i 3 centimetri, è improbabile che una donna sia in grado di raggiungere l’orgasmo attraverso il sesso penetrativo.

Lo studio sostiene che le donne che hanno un piccolo spazio tra il clitoride e il tratto urinario riescano a raggiungere più facilmente il piacere femminile perché con l’attrito c’è una maggiore stimolazione intorno al clitoride.
L’anatomia della vagina

La vagina è un canale muscolare foderato con tessuto morbido e flessibile, che è dotata di lubrificazione. Questa collega l’utero al mondo esterno. La vulva e le labbra formano l’ingresso e la cervice dell’utero sporge nella vagina, formando l’estremità interna.

La vagina riceve il pene durante il rapporto sessuale e serve anche come condotto per il flusso mestruale dall’utero. Durante il parto, il bambino passa attraverso la vagina (canale del parto).

L’imene è una sottile membrana di tessuto che circonda l’apertura vaginale. Può essere lacerato o rotto dall’attività sessuale o dall’esercizio fisico.

Problemi della vagina

Ecco alcuni dei più comuni disturbi alla vagina:

Vaginite: infiammazione della vagina, comunemente provocata da un fungo o da una proliferazione batterica. I classici sintomi sono il prurito e il cambiamento di odore. La vaginite viene trattata con antibiotici o farmaci antifungini.
Vaginismo: spasmo involontario dei muscoli vaginali durante il rapporto sessuale. Lo stress emotivo durante l’attività sessuale in genere è il responsabile. Di solito, viene trattata con esercizi di riabilitazione, con dei farmaci o con entrambi.
Verruche genitali: possono influenzare la vulva, la vagina e la cervice. I trattamenti possono rimuovere le verruche vaginali, che sono causate dal papillomavirus umano (HPV).
Trichomoniasi: si tratta di un’infezione della vagina causata da un parassita microscopico chiamato Trichomonas. La tricomoniasi viene trasmessa con il rapporto sessuale ed è facilmente curabile.
Vaginosi batterica (BV): è un cambiamento dell’equilibrio dei batteri sani nella vagina che può causare anche un mutamento dell’odore. Può essere causata dal rapporto sessuale con un nuovo partner e viene trattata con degli antibiotici.
Virus herpes simplex (HSV): il virus dell’herpes può infettare la vulva, la vagina e la cervice uterina provocando piccole e dolorose, vesciche e ulcere ricorrenti. Non avendo sintomi evidenti, il virus è molto comune e si trasmette sessualmente. Può essere trattato, ma non curato.
Gonorrea: questa infezione batterica a trasmissione sessuale infetta il più delle volte la cervice. Di solito non ci sono sintomi, ma possono verificarsi perdite vaginali e prurito. Può causare una malattia infiammatoria pelvica oppure anche la sterilità e viene trattata con degli antibiotici.
Chlamydia: il batterio Chlamydia trachomatis provoca questa infezione a trasmissione sessuale. Solo la metà delle donne avrà dei sintomi, che possono includere perdite vaginali o dolore nella vagina o nell’addome. Può causare una malattia infiammatoria pelvica oppure la sterilità. La Chlamydia viene trattata con degli antibiotici.
Cancro alla vagina: è estremamente raro e alcuni sintomi possono essere sanguinamenti anomali o perdite vaginali.
Prolasso vaginale: a causa dell’indebolimento dei muscoli pelvici (di solito dopo il parto), il retto, l’utero e la vescica potrebbero spingere sulla vagina. In casi gravi, la vagina sporge fuori dal corpo.
Che esami fare in caso di disturbi alla vagina?

Esame pelvico: utilizzando uno speculum, un medico può esaminare la vulva, la vagina e la cervice. Può anche essere testata la forza dei muscoli pelvici.
Pap test: durante un esame pelvico, possono essere esaminati dei tamponi del collo dell’utero e della vagina. Il Pap test viene utilizzato anche per controllare la presenza del cancro alla cervice o alla vagina.
Coltura batterica: può essere prelevato un tampone della cervice o alla vagina durante un esame pelvico per identificare infezioni batteriche e virali.
Colposcopia: viene utilizzato un microscopio durante un esame pelvico per esaminare da vicino la vulva, vagina e la cervice. La colposcopia può aiutare ad identificare il cancro o altri problemi.
Biopsia vaginale: nel raro caso di una crescita sospetta della vagina, potrebbe essere necessario analizzare un piccolo pezzo di tessuto (biopsia) per verificare la presenza del cancro.
Se siete donne lo sapete bene, i disturbi alla vagina possono davvero condizionare le giornate! Vietato sottovalutarli, ne va della vostra salute e, perché no, del piacere di vivere un rapporto sessuale perfetto e appagante.

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Sudore

 

ascelle

 

Contro la sudorazione eccessiva meglio deodorante o antitraspirante?

 

Non tutte le ghiandole presenti sulla pelle sono uguali, nemmeno quando si restringe l'argomento al solo problema della sudorazione eccessiva. Non tutto il sudore, infatti, è associato allo stesso cattivo odore, e per questo per combattere un prodotto può essere più indicato di un altro. A portare l'attenzione sull'argomento in questa torrida estate 2015 sono gli esperti della Clinica Dermatologica dell'Università di Catania, che in uno studio che ha coinvolto 3 mila individui hanno scoperto che nel 54% dei casi l'arma utilizzata per combattere il sudore è un deodorante, mentre un altro 31% di persone preferisce affidarsi ai traspiranti. Proprio alla luce di questi dati gli esperti ricordano però che deodoranti e traspiranti hanno due funzioni diverse e che possono essere realmente utili solo se utilizzati per combattere il problema per cui sono stati pensati.

Una questione di ghiandole. Infatti il sudore può essere prodotto da due diversi tipi di ghiandole. Quelle apocrine, particolarmente abbondanti a livello delle ascelle, riversano il loro secreto nei follicoli piliferi, dove può assumere un cattivo odore a causa dell'azione esercitata dai batteri qui presenti. Le ghiandole eccrine, presenti ad esempio sui palmi delle mani, riversano invece il loro secreto quasi esclusivamente sulla superficie dell'epidermide; qui il sudore, ricco di sostanze inorganiche, resta per lo più inodore.

La scelta giusta. Per questo quando il problema riguarda le ghiandole apocrine – e quindi prende il nome di bromoidrosi – la soluzione ideale è un deodorantecontenente agenti battericidi o batteriostatici in grado di mascherare l'odore. Quando, invece, il problema è una traspirazione eccessiva da parte delle ghiandole eccrine – detta ancheiperidrosi – e non è associata a cattivo odore è meglio affidarsi a degli antitraspiranti, in grado di chiudere come un vero e proprio tappo i canali da cui fuoriesce il sudore e di promuoverne un parziale riassorbimento.

Conoscendo queste differenze è possibile affrontare il problema della sudorazione eccessiva nel modo più adeguato e combatterlo con armi davvero in grado di sconfiggerlo.

 

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Tiroide e dintorni

tiroide

Cos’è la tiroide?

La tiroide è una ghiandola endocrina, responsabile di numerose funzioni dell’organismo. Principalmente, svolge una funzione regolatrice per il metabolismo, determinando il flusso del sangue agli organi del corpo.

Quali sono le principali patologie legate alla tiroide?

In genere, sono due le principali disfunzioni collegate al funzionamento di questa ghiandola:

ipertiroidismo, quando la tiroide produce più ormoni del necessario;
ipotiroidismo, quando la quantità di ormoni prodotta dalla tiroide non è sufficiente al corretto funzionamento dell’organismo, considerata la tipologia patologia più comune.
Qual è la causa più comune dell’ipotiroidismo?

L’ipotiroidismo ha alla base della sua insorgenza una forte carenza di iodio. L’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) ha indicato quali dovrebbero essere i valori di riferimento per il consumo quotidiano di iodio:

130-150 microgrammi per gli adulti;
250 microgrammi per le donne in gravidanza;
90 microgrammi per i bambini,
120 per gli adolescenti.
Quali sono i sintomi di una disfunzione tiroidea?

I sintomi di una tiroide che non produce abbastanza ormoni possono essere diversi e talvolta possono essere confusi con sintomi non allarmanti:

pelle secca
umore basso
ciclo mestruale doloroso
stanchezza generale
caduta dei capelli
chili in eccesso
In compresenza di tali sintomi, il soggetto può soffrire di ipotiroidismo e pertanto potrebbe essere necessario semplicemente “aiutare” la tiroide a svolgere la sua funzione, assumendo più iodio.

Quali sono gli alimenti che favoriscono il funzionamento della tiroide?

Per promuovere il funzionamento della tiroide, è consigliato il consumo di alimenti ricchi di vitamina B e di ferro, come:

verdure e ortaggi: barbabietole, prezzemolo, patate, lenticchie, fagioli neri, spinaci, funghi freschi, bietole, carote, pomodori, zucchine e peperoni freschi;
cereali: riso integrale, miglio, avena, grano, crusca, orzo;
frutta; mele, mirtilli, ciliegie, noce di cocco;
frutta secca: noci brasiliane, semi di girasole, semi di senape.
Quali sono gli alimenti da evitare?

Alcuni alimenti tendono ad aumentare il fabbisogno dell’organismo di iodo e pertanto dovrebbero essere consumati con moderazione, perché ostacolano il funzionamento della tiroide, quali:

broccoli
cavolfiori
rape
soia
cavolini di Bruxelles
latticini, perché rallentano il metabolismo
bevande stimolanti, come caffè e cola
È importante ricordare che anche le cattive abitudini influiscono negativamente sul naturale svolgimento delle funzioni della tiroide. In particolare, l’abuso di sostanze quali fumo e alcol, che non sono alimenti, ma di certo non sono noti per apportare benefici alla salute.

Esistono dei rimedi naturali per stimolare il funzionamento della tiroide?

Per stimolare il normale funzionamento della tiroide, è possibile ricorrere anche ad alghe e piante. Nello specifico:

alga bruna, somministrata in gocce sottoforma di tintura madre, ricca di iodio;
Commiphora Mukul, molto nota nella medicina ayurvedica e in generale in tutta l’India, è una pianta spinosa che si utilizza in concomitanza con trattamenti fitoterapici a base di Fucus, ha effetto antiinfiammatorio su articolazioni e vasi sanguigni;
Commiphora myrrha, una resina degli alberi, alla base della produzione di mirra, che tende a stimolare la tiroide, somministrata in gocce sottoforma di tintura madre tre volete al giorno, come l’alga bruna.
In generale, è bene ricordare che se si ha un disturbo alla tiroide o si sospetta un malfunzionamento è meglio recarsi dal proprio medico curante, prima di intraprendere delle cure palliative naturali o una dieta a base di iodio.

Infatti, la tiroide è una ghiandola che svolge un ruolo fondamentale per l’organismo e prendere delle iniziative senza aver prima consultato un medico o uno specialista è un comportamento sbagliato e irresponsabile. Infine, è importante sapere che un malfunzionamento tiroideo potrebbe essere causato da qualche patologia più grave, pertanto è sempre necessario fare le dovute visite mediche, prima di procedere con l’automedicazione.

Con le dovute precauzioni e sempre in base all’individuo, avere una dieta bilanciata e uno stile di vita sano, insieme a movimento ed esercizio fisico, aiuta l’organismo a volgere le sue funzioni principali e a restare sano e in forma.

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Voce fastidiosa

catena ossiculare

Ascoltare il suono della propria voce dà fastidio.

 

Vi sarà senz'altro capitato di riascoltare la vostra voce registrata e di rimanerci male. Il motivo è che il suono viene percepito attraverso canali diversi.

Quando l'udito è al lavoro per sentire la voce degli altri o la nostra voce registrata, i suoni arrivano attraverso l'aria, quindi grazie alla conduzione aerea. Le parole raggiungono prima l'orecchio esterno, e poi arrivano ai timpani, facendoli vibrare. Tali vibrazioni attraversano l'orecchio interno arrivando dritte al cervello.

Al contrario, quando parliamo ciò che viene percepito passa anche attraverso la conduzione ossea e quindi il suono viene "distorto" e risulta differente.

In sostanza, le vibrazioni provocate delle corde vocali raggiungono l'orecchio interno e il cervello attraverso le ossa del cranio. Le ossa del cranio trasmettono le basse frequenze in modo più efficace rendendo la nostra voce più profonda e piacevole al nostro udito.

ossa


 


 

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