Roberto Galli della Loggia

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in ESPERTO

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Il danno biopsichico?
Va risarcito!

Condizioni di mobbing sul lavoro e bullismo a scuola, separazioni e divorzi travagliati, lo stress da inquinamento acustico, pesanti responsabilità professionali, catastrofi naturali e non, aggressioni, molestie, lutti da morte violenta (incidenti stradali compresi), maltrattamenti: sono tante, purtroppo, le situazioni della vita che possono condurre una persona, anche la più equilibrata e solida psicologicamente, a ricorrere a cure neurologiche e/o psichiatriche anche per tempi prolungati.
Se la durata e l’intensità dell’ansia, o della tristezza, o dell’alterazione dell’equilibrio emotivo, raggiungono l’importanza della “malattia medicalmente accertabile”, si può richiedere, dopo accertamento medico-legale, un adeguato risarcimento.
Proprio perché legato a problematiche di interesse medico, il danno biologico psichico va differenziato da altre forme di ripercussioni negative di un evento e richiede necessariamente una patologia medica.
Perché è nato il danno biopsichico?
Con l’affinarsi della sensibilità per l’integrità della persona nella sua completezza, e con una più precisa conoscenza delle conseguenze dello stress, si è sviluppato il concetto di danno psichico come parte di danno alla persona.
Come deve essere accertato?
Può essere valutato mediante l’osservazione clinica supportata da test specifici, con diagnosi possibilmente estrapolata dal DSM IV-TR, moderno riferimento della neuropsichiatria mondiale.
Frequentemente, sono diagnosticabili patologie come il disturbo da attacco di panico, il disturbo post-traumatico da stress, il disturbo ansioso-depressivo di tipo misto, le fobie semplici e complesse.
Il danno biologico psichico può a buon diritto essere dunque oggetto di valutazione, rientrando in molte situazioni di interesse legale e medico-legale.
In ogni caso, si può consigliare a qualunque operatore che si trovi davanti ad una persona “potenzialmente danneggiata da qualcuno o da qualcosa” di spendere qualche minuto per domandarle se abbia fatto ricorso a medici specialisti, assunto psicofarmaci, accusando sintomi riconducibili in qualche modo allo stress.



 


 

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