Ebola

Scritto da Marco Castellazzi. Postato in ARTICOLI VARI

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Ebola virus

Ebola le ultime novita'

 

Per quanto riguarda il virus ricordiamo che:

 

1.      La contagiosità dell’Ebola è alta, ma il virus è debole: viene inattivato facilmente da sapone, candeggina, luce solare o asciugatura;

 

2.      il virus si trasmette per contatto diretto con il sangue o altri fluidi corporei o secrezioni o materiale contaminato da soggetti infetti;

 

3.      le persone a più alto rischio sono gli operatori sanitari (se non utilizzano i dispositivi di protezione) ed i familiari o altre persone a stretto contato con le persone infette;

 

4.      Il paziente diventa contagioso quando comincia a manifestare i sintomi, non è contagioso durante il periodo di incubazione che è di 21 giorni (va da 2 a 21 giorni, media una settimana);

 

5.      I primi sintomi sono febbre, astenia profonda, cefalea, artralgie e mialgie, iniezione congiuntivale, faringite, vomito e diarrea, a volte edema maculo papuloso. I fenomeni emorragici sia cutanei che viscerali compaiono in genere il sesto o settimo giorno. Chiaramente la diagnosi è difficile nei primi giorni, in quanto i sintomi sono aspecifici, ma può essere facilitata dal contesto in cui si verifica il caso (area geografica di insorgenza o di contagio).

 

Inoltre i sistemi di sorveglianza e protezione sono già stati messi in campo dall’OMS e gli Stati sono operativi.  Per quanto riguarda l’Italia:

 

·         il nostro Paese è attrezzato a valutare ed individuare ogni eventuale rischio di importazione

 

·         L’Italia non ha voli diretti con i Paesi interessati in questo momento dall’epidemia (Guinea, Liberia, Sierra Leone e Nigeria)

 

·         Il Ministero della Salute ha attivato specifiche misure di sorveglianza alla frontiera e misure sono attive anche nei confronti degli immigrati che arrivano via mare

 

·         Nell’improbabile ingresso di una persona malata esiste una rete di emergenza e specifici protocolli per l’isolamento, le prime cure, il trasporto con mezzi speciali all’ospedale Spallanzani di Roma, specificamente attrezzato e preparato per i casi di febbri emorragiche

 

·         Relativamente alla diffusione occorre considerare che la struttura socio culturale del nostro Paese, l’informazione e la disponibilità di un sistema sanitario avanzato e capillare rendono possibile evitarne la diffusione. 
 
Anche l'Italia partecipa alla corsa contro il tempo per la messa a punto di armi terapeutiche più efficaci contro l'Ebola. All'Università di Padova il team guidato dal virologo Giorgio Palù sta lavorando su una piccola molecola che appare in grado di inibire l'entrata del virus nelle cellule, nel momento in cui 'attacca' i recettori posti sulle membrane. La molecola, che mira ad alterare il meccanismo di trasporto del virus nelle primissime fasi dell'infezione è studiata con attenzione, anche perché manipolare questo virus richiede protezioni simili a quelli che si vedono nei film.
Si può trasmettere l’Ebola anche senza avere sintomi: perciò il Centro trapianti ha deciso che chi è stato in Africa negli ultimi 2 mesi, non può donare il sangue. L’allarme, a partire dagli Usa, è alto. La decisione presa dal Centro Nazionale Trapianti (Cnt) di concerto con il ministero della Salute, fa proprio l’allarme lanciato dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) rivolto ai Paesi dell’Unione europea, in cui si precisa che il sangue e gli organi provenienti da un paziente infetto possono trasmettere il virus Ebola fin dall'inizio della malattia, e cioè ancora prima che si siano presentati i sintomi dopo un periodo di 21 giorni di incubazione. Anche in Italia, dove si è messo a punto il vaccino, la donazione di sangue, organi, cellule e tessuti, sarà vietata a tutti coloro che sono stati in paesi africani a rischio Ebola negli ultimi 50-60 giorni: stesso divieto vale anche per chi negli ultimi due mesi è entrato in contatto con persone a rischio.

 

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